I titoli di testa di Woody Allen

Sono sempre uguali e rassicuranti. Un punto fermo. Una certezza ritrovata. Un patto mantenuto con lo spettatore. Quando si spengono le luci, si accende il nero e iniziano a scorrere accompagnati da note dixieland, si capisce subito che dietro c’è lui. Perché Woody Allen realizza i suoi titoli di testa (e di coda) sempre alla stessa maniera.

Leggi →

John Williams “copiò” il tema di Star Wars? Forse, ma ormai è nella storia

Partiture complesse, ritmi sovrapposti, una moltitudine di elementi melodici: è la ricchezza del suono tipico di John Williams.
A lui forse dobbiamo riconoscere il merito di aver portato la colonna sonora da una posizione di commento a un ruolo di primo piano. Leggi →

Quando Pasolini andò ai Parioli a trovare Totò

Un incrocio, un incontro. Di strade e di destini. La Storia dell’uomo è fatta di storie di uomini. Gli strati possono essere infiniti e le vicende tante quanto i tasselli di un tempo eterno. Così fermarsi su una coordinata, una qualunque, significa aprirsi a una vicenda che è stata vissuta in un punto e solo in quello. Leggi →

Cinecittà, tutta la storia che devi conoscere

Cleopatra

Un tempo si parlava di rinascita. Dell’Araba Fenice, del Beaubourg italiano, ad esempio. La fine del millennio si caricava di facili speranze e il futuro si presentava luminoso.
Niente di tutto questo. Il rilancio di Cinecittà era una questione esterna alla struttura stessa. Una trovata che aveva radici lontane dal luogo in questione. Perché le cause, come vedremo, erano altrove. Ma il presupposto principe della questione è quasi un postulato: non si può spiegare la storia di Cinecittà senza spiegare la storia del cinema italiano. Leggi →

La vita senza paura di Ingrid Bergman

Ingrid-Bergman

Una volta aveva confidato a Oriana Fallaci di non temere la vecchiaia. Le due donne erano a Parigi, era il 1962. Ingrid Bergman aveva 47 anni. Aveva già vinto due Oscar, girato con Alfred Hitchcock, Victor Fleming, Jean Renoir, Roberto Rossellini, George Cukor e Stanley Donen, recitato con Spencer Tracy, Cary Grant, Humphrey Bogart e Gregory Peck, ed era al suo terzo matrimonio. Aveva fatto “Casablanca” e “Notorious” ma anche molti sbagli. Non li aveva mai rimpianti. Leggi →

Scomparsa nel nulla l’attrice Mariella Lotti, morta nel 2006 per Wikipedia, 93enne per MyMovies

La freccia nel fianco 02

Preferiva le pose statuarie per mettere in evidenza la raffinata bellezza del suo collo e per non scomporre le sue leggendarie pettinature. Era l’esaltazione del maggior costumista del tempo, Gino Carlo Sensani, e della stilista delle dive, Maria Antonelli. Ed era la più aristocratica delle attrici del ventennio nero e dei telefoni bianchi (il genere in voga in quegli anni), gli unici due colori che avrebbero caratterizzato il suo cinema. Leggi →

I 10 finali di film più sconvolgenti

Finali_Shock_TheBlogA cavallo del nuovo millennio, nell’arco di una manciata di anni (1994-2006), è esploso un filone dell’entertainment, prevalentemente hollywoodiano, che ha mirato a sorprendere lo spettatore ribaltando completamente la trama nel finale della storia. Leggi →

Jurassic Park: così nacque l’idea del film

Una volta Wim Wenders riunì i migliori cineasti di tutti i tempi in una stanza d’albergo. Li fece mettere, uno alla volta, di fronte alla macchina da presa e chiese loro qualcosa sul cinema. C’erano Antonioni, Godard, Herzog, Fassbinder e un mucchio di altri giganti.

Leggi →

La casa di Alberto Sordi

Fa uno strano effetto ritrovarsi lì davanti. Ora, oggi. Una volta quando si superava piazzale Numa Pompilio, magari provenendo dall’inferno della Colombo, prima o poi si veniva sfiorati da un pensiero (s)fuggente come il nostro passaggio: “Chissà cosa starà facendo”. Adesso che la storia di un italiano si è chiusa tra quelle mura, per qualunque romano la villa che accarezza il declivio di via Druso ha il sapore di un mausoleo. In ogni caso (ormai) è un monumento. Quello di e per Alberto Sordi.

Leggi →

Grace, la regina (del cinema) che divenne principessa (di Monaco)

Origini

Era il brutto anatroccolo. Minuta, delicata, gracile, perseguitata di continuo da una sinusite insopportabile, rincorsa perennemente da un’asma fastidiosissima. Grace incarnava l’eccezione nel bel mezzo di una famiglia eccezionale.

Leggi →

Hitchcock, il Genio incompreso riabilitato da Truffaut

Alfred Hitchcock

E’ esistito un tempo in cui il Genio non era un genio. Per il mondo, almeno. Milioni di spettatori guardavano i suoi film. Ma senza capirne l’essenza. Cogliendone solo il puro entertainment. Cose che capitano ai creatori di forme.

Leggi →

Il “mistero” della ragazza scomparsa

Contorta e problematica. Come l’animo di un uomo disperato. E opera d’arte. Mai visto niente di più folgorante. Eppure segue l’esile filo di una storia, senza badare altrove. Senza inseguire alcun mistero. Abbandonando finalmente la trascendenza. Leggi →

L’istante in cui nacque la meglio gioventù

Faceva caldo quella sera. Ero andato alla consegna dei David di Donatello di corsa, tra mille pensieri. Era l’anno de “L’ultimo bacio”, film che aveva scatenato dibattiti e polemiche per la sua presunta iperrealtà generazionale. Noi che vi eravamo ritratti lo vedevamo quasi come un documentario. Ma era anche l’anno del ritorno di Moretti alla storia narrata. Tra i due colossi si sarebbe spartito il bottino. Bisognava solo vedere in che proporzione. Leggi →

Ricordati di me

Ritratto di famiglia in un interno. O inferno. Ancora un bacio dal Muccino dei nostri scontenti per scoprire cinque personaggi in cerca d’amore: Carlo, Giulia, Alessia, Paolo e Valentina si limitano a guardare una vita che non sentono. Una moglie e un marito (Bentivoglio e Morante in forma strepitosa, di nuovo coppia a 13 anni da “Turnè”) a cui i figli hanno rubato i sogni. Scrivere e recitare. Ora tocca a loro pretendere quella possibilità che il padre e la madre hanno perso. Lui l’amore, lei il successo. Ma la verità è che tutti e quattro naufragano nello smarrimento delle insicurezze. I genitori hanno perduto i desideri, i figli ne sono privi. Solo l’amante (una Bellucci coraggiosa e credibile) sa quello che vuole: lo trova, lo sceglie, ma rischia tutto e perde. Leggi →

Il teorema della grande abbuffata

Un semplice paradosso narrativo. Quattro amici – un magistrato, un regista televisivo, un ristoratore e un pilota – si riuniscono segretamente nella villa parigina del primo per un “seminario gastronomico” che in realtà nasconde la volontà, più o meno consapevole, di un collettivo abbandono orgiastico autodistruttivo. In sintesi il suicidio per sazietà. Leggi →