La casa di Alberto Sordi

Fa uno strano effetto ritrovarsi lì davanti. Ora, oggi. Una volta quando si superava piazzale Numa Pompilio, magari provenendo dall’inferno della Colombo, prima o poi si veniva sfiorati da un pensiero (s)fuggente come il nostro passaggio: “Chissà cosa starà facendo”. Adesso che la storia di un italiano si è chiusa tra quelle mura, per qualunque romano la villa che accarezza il declivio di via Druso ha il sapore di un mausoleo. In ogni caso (ormai) è un monumento. Quello di e per Alberto Sordi.

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