Geniale, paranoide e visionario. Una vita da nomade (37 spostamenti nella sola infanzia, 30 scuole e 6 atenei) per un solo sogno: raccontare la storia senza raccontare storie, smascherando le verità più impenetrabili. Lo realizza con Wikileaks dove mette in piazza i segreti di Cia, Massoneria, Scientology, Kenya. Finché arriva il filmato Collateral Murder e i file che hanno svelato la vera guerra in Afghanistan. Chi è, veramente, Julian Assange.
Ha costruito la sua vita intorno ad una ricerca senza compromessi. Quella delle informazioni. Per questa missione ha sacrificato ogni cosa: a 39 Julian Assange si ritrova a vivere come un nomade per il mondo. Non ha una casa, la sua vita è tutta nelle due borse che porta sempre con sé: una per i vestiti, l’altra per il computer. Casa e ufficio, in una sola mano.
E’ l’uomo che, grazie alla pubblicazione dei file afghani su Wikileaks (QUI il nostro rapporto), è stato l’artefice della più grande fuga di notizie della storia militare americana. Ma per lui è solo l’ultima tappa di una vita di azioni contro gli interessi istituzionali. I pochi che lo conoscono lo dipingono come preciso e ossessivo, estremo e maniacale, ma capace di disquisire, con assoluta dimestichezza, di sicurezza informatica, diritto d’informazione e geopolitica.
Geniale, paranoide e visionario, i suoi occhi decisi puntano un solo obiettivo: trasformare le istituzioni mondiali in uno scaffale di cristallo, senza segreti. E l’intento dichiaratamente pacifista ancora una volta ha toccato la casta dei militari. Quella più potente.
Infanzia
Dicono che Julian, nato nel 1971 a Townsville, nel Queensland, in Australia, abbia ereditato quel vagabondo karma che si porta fieramente appresso dalla sua infanzia scapestrata. A questo proposito esistono tre versioni, tutte differenti (ma tutte probabilmente autentiche e quindi sovrapponibili simultaneamente) sulla sua movimentata infanzia.
La prima. I suoi genitori, due attori, si incontrarono a una manifestazione contro il Vietnam e presto mettono in piedi una compagnia teatrale che li porta in giro per il continente. I travelling show families in Australia sono circa 500, hanno scuole itineranti formate da circa 90 bambini e sono regolamentati dalla Showmens Guild of Australia fondata nel 1908. La seconda. Sua madre, pensando che un’educazione formale avrebbe potuto infondere nel figlio un rispetto malsano nei confronti dell’autorità, pensa bene di trasferirsi 37 volte prima che Julian compia i suoi 14 anni. La terza. Quando il padre abbandona le loro vite, madre e figlio passano il tempo a fuggire dalla follia del genitore del fratellastro che appartiene alla setta guidata da Anne Hamilton-Byrne.
Ad ogni modo, durante uno dei tanti spostamenti, il giovane Assange si ritrova a vivere di fronte a un negozio di elettronica nel quale inizia a fare pratica, a imparare a scrivere programmi e, presto, a penetrarvi dentro: “Ero affascinato dall’austerità del rapporto con il computer”, racconta al New Yorker.
Adolescenza
A 17 anni, dopo aver frequentato 30 scuole diverse, grazie alle sua acutezza, alle sue conoscenze informatiche e a una insolita mentalità da outsider, entra facilmente nel mondo dell’hacking. Julian diventa Mendax e mette in piedi gli “International Subversives”. Grazie ai software da lui sviluppati, il giovanissimo gruppo di hacker si infiltra nei meandri informatici di Nasa, Pentagono, Dipartimento della Difesa e altri siti apparentemente blindati.
Si accorgono di lui poco dopo. E’ l’ottobre del 1989 quando, alla vigilia del decollo della navicella Atlantis, i tecnici della Nasa vedono comparire sui computer la scritta Wank, acronimo inglese di Worms Against Nuclear Killers (Vermi Contro Killer Nucleari). Julian Assange ha appena 18 anni, vive l’ebbrezza di Matthew Broderick alias David J. Lightman in Wargames, ma è già padre (sposato poco prima con la sua fidanzata in una cerimonia non ufficiale). E quel biglietto da visita lo trasforma in braccato.
L’intelligence australiana riesce a scovarlo dopo essersi infiltrato nella rete di computer di una grossa società di telecomunicazioni canadese: ammette 25 capi di accusa, rischia dieci anni, ma se la cava egregiamente con la condanna a pagare una somma simbolica. Motivo: la sua attività non aveva provocato alcun danno. La sentenza si rivela una beffa per gli investigatori: alle accuse di Ken Day, l’agente che indagava su di lui, Julian aveva risposto “Se non faccio male a nessuno che male c’è?”. In pratica il giudice conferma la stessa frase, trasformandola in un motto da perseguire.
Il gesto comunque gli costa caro. La moglie non ci pensa due volte e lo lascia portando con sé il loro figlio. Lo stress per la battaglia legale che segue gli lascia per ricordo una chioma bianca. E’ il 1990.
L’università
Per salvarsi prova a mettere la testa a posto scegliendo lavori affini ma canonici. Si trasforma da hacker a difensore dei sistemi informatici (come Frank William Abagnale Jr che saltò il fosso che separa il falsario dal poliziotto), inizia a studiare fisica, si stabilizza a Melbourne, lavora come sviluppatore di software liberi, realizza Strobe, il primo port scanner open source e Rubberhose deniable encryption un nuovo concetto di crittografia per proteggere i dati sensibili. Si laurea brillantemente all’Università di Melbourne, stavolta lasciandosi dietro sei atenei diversi. Ma non va. La sconfortante conformità dei suoi colleghi accademici lo deprime. E ricomincia a vagabondare. Abbandona l’Australia e vive in Kenia, Tanzania, Vietnam, Svezia, Islanda , Siberia , Belgio e Stati Uniti.
Wikileaks
E’ il ritorno alle origini. Arriva nel 2007, quando Assange crea Wikileaks, un Wikipedia non censurabile, destinato alla pubblicazione di documenti segreti. Il termine “to leak”, (letteralmente, trapelare) significa rendere pubblica un’informazione senza autorizzazione ufficiale, nonostante gli sforzi per tenerla segreta. “I nostri bersagli principali – dichiara al momento del lancio di WikiLeaks – sono i regimi oppressivi come la Cina, la Russia, e dell’Asia Centrale. Ma ci aspettiamo di essere d’aiuto anche per chi in Occidente vorrebbe che fossero denunciati comportamenti illegali e immorali dei governi e delle grandi società”. L’interfaccia è simile a quella di Wikipedia, ed è usabile da qualunque tipo di persona. In breve riceve più di un milione di documenti, tutti provenenti da fonte anonime.
Grazie a Wikileaks mette in piazza email personali, file riservati, dossier segreti, documenti interni e rapporti confidenziali. Contenuti scomodi e pesantissimi che svelano verità tenute nascoste. In tre anni scoop e guai camminano direttamente proporzionali. Più sono grossi, più i pirati di Wikileaks rischiano. Uno dei primi documenti che mettono in vetrina è il regolamento di Guantanamo. Segue la denuncia per l’approssimazione degli studi sul riscaldamento globale. Poi, è la volta della Banca Julius Baer, l’istituto privato di Zurigo che li querela ottenendo la chiusura del sito.
Sembra la fine ma la sentenza scatena un effetto boomerang: vecchi e nuovi media (una coalizione di 18 grandi associazioni, insieme ai grandi giornali statunitensi) fanno fronte comune, sostenendo il ricorso in tribunale. E vincono. La sentenza viene completamente ribaltata, Wikileaks torna on line e la banca rinuncia all’azione legale.
La crociata non si ferma: tocca la multinazionale di trading petrolifero “Trafigura” (accusata di aver scaricato in Costa d’Avorio rifiuti tossici), Scientology e la massoneria. Arrivano le prove dei massacri in Kenya (grazie alle quali vincono il “Media Award” 2009 di Amnesty International). E infine, “Collateral Murder“, lo sconvolgente video in cui si vedono i piloti dell’elicottero Apache che dopo aver scambiato per dei lanciarazzi i lunghi teleobiettivi delle macchine fotografiche di Namir Noor Eldeen, reporter dell’agenzia Reuters a Bagdad, hanno aperto il fuoco uccidendolo insieme ad altre 10 persone. Dopo il clamore suscitato dal filmato, viene arrestato il soldato americano Bradley Manning con l’accusa di avervi fornito centinaia di files top secret a Wikileaks. Ora è detenuto in Kuwait dall’esercito Usa, in condizioni di totale impossibilità di comunicare con l’esterno.
Ad ogni modo Wikileaks non si identifica con Assange, così come Assange non si reputa il burattinaio della sua creatura: ”Non mi chiamate fondatore, come tutti gli altri che lavorano per il sito sono un volontario non pagato”. L’unico del gruppo, insieme al giornalista Daniel Schmitt, di cui si conosca l’identità.
Lo scoop
L’attenzione dei media si concentra nuovamente sull’impenetrabile australiano quando consegna a tre quotidiani – Guardian, New York Times e Der Spiegel – la bellezza di 92.000 file riservati sulle operazioni militari statunitensi in Afghanistan (dal 2004 al 2009, a cui si aggiungeranno i 15.000 ancora non svelati per evitare di mettere a repentaglio vite di soldati in missione) per inchiodare le ragioni di una guerra che prende di mira i civili.
I file riservati danno un’immagine devastante della guerra e del suo stato di fallimento in Afghanistan: viene nascosto il vero numero delle vittime civili; l’intelligence pakistana “fa il doppio gioco” lavorando al fianco di Al Qaeda per progettare attacchi; i talebani usano i missili Stinger che la Cia fornì ai mujaheddin di Osama Bin Laden; le truppe Usa utilizzano droni automatici scadenti e rischiosi; la Cia ha finanziato l’intelligence afghana, “trattandola come una sua affiliata virtuale”, etc.
Documenti che stanno infiammando il dibattito sull’autenticità degli scopi della guerra americana in Medio Oriente e che stanno mettendo a dura prova la credibilità delle amministrazioni di Obama (e di Bush). “Ricordatevi che Wikileaks non è un fornitore oggettivo di notizie – ha scritto la Casa Bianca nell’immediato comunicato stampa – ma piuttosto un’organizzazione che si oppone alla politica americana in Afghanistan”. E nell’in’intervista al Der Spiegel, Assange stesso arriva a convalidare questa tesi affermando che lo scopo della diffusione dei dossier sull’Afghanistan, è richiamare l’attenzione sulla brutalità e lo squallore delle guerra (d’altronde la sua missione, come confidò a Rakki Khatchadourian, è portare alla luce le ingiustizie, non raccontare storie in modo imparziale): “Questo archivio cambierà l’opinione pubblica e il modo di vedere le cose delle persone che ricoprono ruoli politici e diplomatici influenti”. ”
A questo colpo lavorava da tempo. Prima però doveva costruirsi un rifugio inattaccabile. Che ha trovato nell’Islanda. Quando in primavera Luca Sofri, per Wired, lo ascolta su Skype Julian racconta della “proposta di legge firmata da 19 parlamentari perché l’Islanda attui una serie di misure protettive della libertà di stampa e di informazione e offra incentivi che le consentano di diventare un equivalente dei paradisi fiscali per il giornalismo investigativo”. E’ il crack economico che rende urgente la trasparenza.
Una trasparenza che ora Julien rende globale. Molti gli chiedono quale sia la rivelazione più scottante di questo dossier, ma il nocciolo della questione non sta qui. I parametri adesso sono altri, quelli della cronaca tradizionale sono saltati. La storia di questo materiale è la guerra stessa.
Negli stessi giorni in cui Julien viene al mondo si respira la stessa aria di questi giorni: inizia la pubblicazione dei Pentagon Papers sul New York Times: uno studio di dimensioni colossali sulle cause e modalità che hanno condotto gli Stati Uniti a trovarsi così coinvolti in Vietnam, voluto dal Segretario della Difesa McNamara e realizzato da un gruppo di 36 esperti, funzionari civili e militari, capitanati da Daniel Ellsberg, sulla base dei documenti governativi dall’amministrazione Truman in poi. Da essi si evince anche come l’amministrazione Johnson abbia deliberatamente ingannato l’opinione pubblica riguardo alla conduzione del conflitto. Quando nel 2007 Assange apre il suo sito lo stesso Ellsberg gli scrive: “Il concetto che proponi mi sembra geniale. Ti auguro davvero molta fortuna”. La stessa che aveva avuto lui nel 1971 con i Pentagon Papers nell’estate calda dei primi vagiti di Julian..
Quando si dice che l’ambiente condiziona la vita di un uomo…
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Gran bel ritratto. L’ho trovato appassionante,lungo, esaustivo e in molte parti inedito. Ho apprezzato anche i frequenti richiami alle fonti.
FORZA JULIAN!!! Non mollare…
WIKILEARK E’ PIETRA MILIARE CHE ANTICIPA LE SINERGIE CULTURALI FORMATESI NELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO E LE NUOVE RICHIESTE DEI POPOLI DEMOCRATICI DI PARTECIPARE AL SOCIALE CONSAPEVOLMENTE E NON DA SUDDITI. NELL’ ERA INTERNETTIANA I DELEGATI DEL POPOLO SARANNO LIETI DI FAR CONOSCERE IL PROPRIO AGIRE CONTRARIAMENTE ALLA VECCHIA POLITICA CHE SI NASCONDE E TRAMA CONTRO LE COMUNITA’ E L’ EQUILIBRIO DEL PIANETA E, QUANDO E’ SCOPERTA, INVECE DI DIMETTERSI, RICORRE ALL’ ANACRONISTICA VIOLENZA DELLA CENSURA E DELLA PERSECUZIONE.
JULIEN ASSANGE, che sarà definito il “CHE GUEVARA” dell’ universo internettiano, per quale motivazione dona al mondo le proprie ricerche se non per quella di smascherare ipocrisie, falsita’ ed inganni e fare chiarezza cosicchè i popoli possano conoscere il vero volto dei propri rappresentanti, li giudichino e verifichino se il loro agire è avvenuto ed avviene nel rispetto dei mandati democratici, delle Costituzioni e delle leggi o, invece, contro l’ interesse collettivo, per conto di poteri forti o peggio per interessi personali ?
Di francesco miglino
Beh, che dire; complimenti Sig. Trellini!
Appassionante ed esaustivo il suo articolo è il meno che si possa dire.
La ringrazio di avermi così fornito un buon quadro su ciò che sta succedendo…
Le motivazioni reali che hanno spinto il Sig. Assange a mettere in moto questo ariete sfonda-inganni, portando così in superficie quanto si stia tramando (e si sia tramato) sotterraneamente ad opera dei cosiddetti “grandi della Terra” non le conosco, ma mi auguro che siano quelle palesate.
Una parte di me, (quella che propende al senso della giustizia)si potrebbe dire che quasi quasi esulti addirittura al pensiero che chi credeva di continuare a farla franca ed in barba al popolino, in questo preciso istante, abbia le ginocchia tremanti…
L’altra parte di me (quella che vorrebbe un mondo senza sofferenza) si chiede se, quando questa bomba ad orologeria dovesse scoppiare, lo farà a mò di fucilata con i pallettoni, piuttosto che come un fucile di precisione.
Speriamo che in questa battaglia le perdite dei buoni non siano troppe perchè si sa, ogni guerra (anche una anticonvenzionale come questa) miete vittime innocenti!
Dove tutto ciò ci porterà non si sa. Non ci rimane che attendere con le migliori speranze.
Ancora grazie per il bell’articolo.
Cordialità,
Den Baechler
Per me Assange è un uomo ombra, che vive unicamente per il suo scopo. Nonostante interpreti bene il suo ruolo, anche lui avrà i suoi lati oscuri. Purtroppo in questo mondo la distinzione tra buoni e cattivi [classica del sistema americano] è puramente fittizia, soprattutto oggi. Non un idolo al quale fare il tifo insomma, bensì un precursore di un metodo da seguire attivamente. Il concetto espresso dall’equipe di Wikileaks sul web ha lasciato un segno importante che, se non recepito, cadrà sicuramente nell’oblio. Assange potrà anche essere distrutto dal discretamento mediatico, ma la sua idea di informazione, se diffusa e ben radicata, andrà avanti e farà male!
[La guerra miete sempre vittime innocenti, il punto sta nel non creare i presupposti per cominciarla]
WIKILEARKS ACCENDE LA LUCE DELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO SULL’ AGIRE DEI POLITICI: NELL’ ERA INTERNETTIANA SARA’ PRASSI QUOTIDIANA.
29 novembre 2010
Per la prima volta nella storia, ogni abitante della terra può conoscere la qualità, le ambizioni, gli intrighi, i piani di aggressione, le patologie di personaggi politici che dirigono nazioni ed a cui sono affidate le sorti della nostra convivenza civile. Ciò c’ induce a sentirci partecipi della sorte del pianeta ed a intervenire attivamente nel nostro sociale affinchè le mire predatorie e guerrafondaie, che oggi conosciamo, siano smussate e risolte con mediazioni razionali e possibili.
L’ empatia internettiana collaudata in rete ci consente di prefigurare una comunità umana senza le animalesche pulsioni verso altri popoli da sottomettere e a considerare che nell’ era internettiana i nemici comuni da debellare insieme sono la fame, l’analfabetismo, le malattie, la rapacità dei potentati finanziari, l’avversione al progresso di interessi precostituiti, la lotta contro coloro che devastano l’ ambiente.
L’ azione chiarificatrice di WIKILEAKS sarà prassi quotidiana nell’ era internettiana, ove la trasparenza su progetti da realizzare sarà auspicata proprio da quei politici che si propongono agli abitanti dell’ universo internettiano esclusivamente per le proprie capacità e i propri meriti nella concreta realizzazione del nuovo mondo.
Sono antistoriche, pericolose ed inaffidabili la attuali classi politiche troppo spesso al potere per asservimento a potentati finanziari, per intrighi, corrruzioni con danaro pubblico, lapidazioni simboliche e diffamatorie, amplificate dai media, verso gli avversari, le stesse avvezze a giurare su promesse demagogiche per poi disattenderle beffando l’ elettorato.
#
RICHIESTA AL SEGRETARIO GENERALE DELL’ ONU BAN KI MOON DI PROTEGGERE JAULIEN ASSANGE E LA SUA FAMIGLIA E DI CONSIDERARE LA SUA AZIONE DIVULGATIVA RAFFORZAMENTO DELLA CONSAPEVOLEZZA DEI POPOLI E DELLA DEMOCRAZIA .
8 dicembre 2010 di francesco miglino
Al segretario generale dell’ ONU Ban Ki- Moon
Sede Centrale Delle NAZIONI UNITE
760 United Nations Plaza, New York, NY 10017, USA
Egregio segretario generale dell’ ONU Ban Ki-Moon,
interpretando i principi fondanti dello Statuto delle Nazioni Unite del 26 giugno 1945, su mandato del Partito Internettiano, Le segnaliamo interessanti documenti resi pubblici da Julien Assange e reperibili su Wikileaks che vivamente La preghiamo di analizzare, verificarne la veridicità ed intervenire con gli strumenti previsti dallo Statuto contro violazioni, abusi, pericolose preparazioni di atti di aggressione presso gli Stati membri affinchè prevalga l’ affermazione dei diritti dell’ Uomo, del progresso, della sicurezza internazionale e della pace.
Julien Assange concretizza l’esigenza dei popoli di conoscere l’ agire dei politici e la pubblicizzazione dei documenti è meritoria perchè:
-Svelare nell’ universo internettiano i progetti di aggressione di Stati diretti da gruppi di potere e denunciarne la corsa agli armamenti significa: “Preservare le future generazioni dal flagello delle guerra che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili sofferenze all’ umanità.”
-Svelare nell’ universo internettiano la tendenza delle classi politiche ad essere asservite ai poteri forti e disattendere gli interessi sociali significa chiamare ogni cittadino alla partecipazione e : ”Riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’ uomo, nella dignità e nel valore della persona umana e nell’ uguaglianza dei diritti degli uomini e delle donne e delle nazioni grandi e piccole.”
-Svelare nell’ universo internettiano la violazione dei diritti umani da parte di coloro che dovrebbero tutelarli significa: ” Creare le condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altre fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti.”
-Svelare nell’ universo internettiano la violenza dell’ esclusione ed indicarne i responsabili per fare uscire dalla denutrizione e dall’ ignoranza vaste stratificazioni sociali indifese significa: ” Promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà e a tal fine praticare la tolleranza e vivere in pace.”
-Svelare nell’ universo internettiano prevaricazioni e propositi guerrafondai significa: ”Unire tutte le nostre forze per mantenere la pace e la sicurezza internazionale.”
-Svelare nell’ universo internettiano la necessità di difendere principi universalmente condivisi per contrastare malvagità ed aggressività significa :” Assicurare mediante l’ accettazione di principi e l’ istituzione di sistemi, che la forza delle armi non verrà mai usata salvo che nell’ interesse comune.”
-Svelare nell’ universo internettiano che la vigilanza dei popoli sulle proprie classi politiche è possibile tramite gli strumenti informatici del nostro tempo significa: ” Impiegare strumenti internazionali per promuovere il progresso economico e sociale di tutti i popoli.”
I documenti di Wikileaks sono un salutare contributo alla chiarezza, un monito alla classi politiche che disattendono lo statuto dell’ ONU; per questo, Le chiediamo, signor Presidente, di valutare la diffusione dei documenti un prezioso contributo alle società. Per il coraggioso servizio reso ai popoli, a Lei ed al Consiglio di Sicurezza, Julien Assange può essere considerato un prezioso testimone del nostro tempo che alza la guardia in difesa della democrazia e l’ ONU deve farsi garante dell’ incolumità sua e dei suoi cari.
Nella certezza che non mancherà di valutare adeguatamente le nostre considerazioni e richieste, rimaniamo in fiduciosa attesa e distintamente La salutiamo
Partito Internettiano
Francesco Miglino
segretario
#
W Assange
L’uomo che ha voluto far sapere cosa stava e sta ancora accadendo nel mondo, fatelo libero e non abbiate paura.
IL BAUSCISMO E’ AL TRAMONTO ?
Il narcisimo patologico è impunemente organizzato, interpretato e propagandato dai media perchè diretto ad una platea debilitata ed indifesa. Per capire certe autorappresentazioni bisogna studiare e decodificare la psicologia del bauscia a cui personaggi di nuovi partiti s’ ispirano. E’ da bauscia il far credere di aver risolto il problema della spazzatura in Campania inaugurando solo un marginale settore del termovalorizzatore di Acerra per godersi gli applausi del momento e soddisfare la patalogia di protagonismo. Al bauscia non interessa risolvere problemi ma il solo vantarsi di probabili soluzioni per cui la montagna di calcinacci che occupa le strade della distrutta e non ricostruita Aquila, per il bauscia non sono la prova della propria incapacità ma una bazzecola che può essere superata e rimossa assoldando una cantastorie che descriva interventi salvifici e risolutivi mai avvenuti. A proposito, chi si professa oppositore, ha fatto calcolare il costo reale del m2 delle case di legno date in comodato ai terremotati ed il costo pagato con denaro pubblico ai sedicenti ricostruttori dell’ Aquila ?
francesco miglino
28 marzo 2011 alle 14:12
LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO GUIDI LA PRIMAVERA ARABA
28 giugno 2011 di francesco miglino
SIGNOR PRESIDENTE BARAK OBAMA’,
LA RINGRAZIAMO MOLTO PER I SUOI PUNTUALI INVITI A PARTECIPARE CON I NOSTRI INTERVENTI ALLE SUE BATTAGLIE CIVILI PER L’ EMANCIPAZIONE ED IL PROGRESSO. NOI ADERIAMO AI SUOI ARGOMENTI CONSIDERANDOLA IL PRIMO PRESIDENTE DEL GLOBO, DEL VECCHIO MONDO DELLA POLITICA, GRADITO E VOTATO DALL’ UNIVERSO INTERNETTIANO.
HA DATO FORZA AI BLOGGERS ED A QUEI GIOVANI ARABI CHE SI SONO CONOSCIUTI, FREQUENTATI E SONO CULTURALMENTE CRESCIUTI NELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO PER POI UNIRSI SUL TERRITORIO PER LOTTARE SINO A PORTARE LA LIBERTA’ NEI LORO PAESI AVVILITI DA DITTATORI SANGUINARI E CORROTTI.
ORA TOCCA ALLA COMUNITA’ INTERNETTIANA FORNIRE AI GIOVANI DELLA PRIMAVERA ARABA STRUMENTI CULTURALI IDONEI AFFINCHE’ SIANO IN GRADO DI DIRIGERE IL CAMBIAMENTO ED OCCUPARE RUOLI FONDAMENTALI NEI NUOVI ASSETTI SOCIALI.
RITENIAMO CHE IL RINNOVAMENTO ARABO DEBBA CONOSCERE LE RAGIONI CHE HANNO PORTATO ALLA CREAZIONE DELL’ ONU ED ISPIRARSI AI PRINCIPI SCRITTI IN UNA DELLE PIU’ BELLE PAGINE DELLA STORIA DELLA CIVILTA’: LA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO.
PER CREARE UNA BARRIERA IN GRADO DI RESPINGERE I PREVEDIBILI TENTATIVI DI RITORNO DEI CORROTTI ESPULSI, LE POPOLAZIONE ARABE DEBBONO ESSERE DIRETTAMENTE COINVOLTE NELLA COSTRUZIONE DELLA SOCIETA’ NUOVA CHE BANDISCE LA SUDDITANZA E PROMUOVE L’ UOMO COME PORTATORE DI DIRITTI SIN DALLA NASCITA,
IL PARTITO INTERNETTIANO HA MESSO A DISPOSIZIONE IL PROGRAMMA CONVINTO CHE LA PRIMAVERA ARABA DEBBA ESSERE DIFESA ED INVITA I GIOVANI, CHE HANNO RISCHIATO LA VITA PER LA LIBERTA’, AD ELEGGERE, PER OGNI 100.000 ABITANTI, DEPUTATI INTERNETTIANI CAPACI DI DENUCIARE VIOLAZIONI ED ABUSI: COORDINARE I MIGLIORI CERVELLI PER DARE AI PROBLEMI DA RISOLVERE SOLUZIONI D’AVANGUARDIA MIRATE AL BENE COMUNE .
I LEGALI DEL GRUPPO SAN FRANCESCO DEL PARTITO INTERNETTIANO STANNO ORGANIZZANDO GRUPPI DI PROFESSORI DI DIRITTO INTERNAZIONALE ARABI ED EUROPEI PER ISCRIVERE FRA I DIRITTI FONDAMENTALI IL DIRITTO ALL’ ACCESSO E FORMULARE ARTICOLAZIONI LEGISLATIVE E CODICI CODIFICATI PER MODULARE I POSTULATI DELLA DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ UOMO NEL RISPETTO DEL COMUNE SENTIRE E DELLE TRADIZIONI DELLE POPOLAZIONI ARABE.
EGREGIO SIGNOR PRESIDENTE BARAK OBAMA, ABBIAMO LA DIMOSTRAZIONE CHE LE NUOVE GENERAZIONI INFORMATIZZATE HANNO IL POTERE DI CAMBIARE LE SOCIETA’ CHE BASANO IL LORO POTERE SUL CONTROLLO E SULLA VIOLENZA POLIZIESCA, CHE DISPONENDO A LORO PIACIMENTO DEL DESTINO E DELLA VITA DEI PROPRI SIMILI, SEMBRAVANO IMMUTABILI.
LA FUNZIONE PROPULSIVA NELLA LIBERAZIONE DEI POPOLI, APPARTIENE A COLORO CHE PERCORRONO GLI INFINITI SENTIERI DELL’ UNIVERSO INTERNETTIANO PER ACQUISIRE SAPERI, CONOSCENZE, DIALOGARE E CRESCERE CULTURALMENTE CON UOMINI PROBI E GENEROSI, CHE IN OGNI ANGOLO DELLA TERRA, LOTTANO PER L’ EMANCIPAZIONE COGNITIVA POSSIBILE IN UNA SOCIETA’ GIUSTA.
EGREGIO PRESIDENTE BARAK OBAMA, GLI UOMINI LIBERI CHE UTILIZZANO LE ARCHITETTURE DIGITALI PER INTERVENIRE NEL SOCIALE SENTONO L’ ESIGENZA DI CREARE UN PROPRIO PARLAMENTO GLOBALE CON UN DEPUTATO PER OGNI 100.000 ABITANTI DEL PIANETA.
URGE CREARE UNA NUOVA CLASSE DIRIGENTE CHE DIFFONDA IL PROGRESSO E SALVAGUARDI L’ AMBIENTE PROPONENDO PIANI DI SVILUPPO D’AVANGUARDIA IN TUTTI I SETTORI, DENUNCI E COMBATTA PREVARICAZIONI ED ABUSI CHE AVVENGONO IN OGNI ANGOLO DEL GLOBO.
PER LA NASCENTE COMUNITA’ DIGITALE, CHE DOVRA’ AFFRONTARE DURISSIME LOTTE CONTRO LE LOBBIES ED I SUPER POTERI DECISIONALI DELLA FINANZA INTERNAZIONALE, LA SUA ESPERIENZA NEL VECCHIO MONDO DELLA POLITICA, SARA’ MOLTO PREZIOSA.
Francesco miglino
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