Trichet, Bernanke e illustri economisti sono passati dalla paura dell'Inflazione a quella della Deflazione. A chi giova tutto questo? Un libro cerca la risposta. E la trova in chi ha le liquidità necessarie per cogliere le opportunità che ogni Crisi genera.
Inizia oggi un appassionante viaggio nella complessità dei mercati finanziari attraverso il libro che in questi giorni è stato già divorato da migliaia di investitori, “Dalle balle alle bolle: la Finanza sull’orlo del Caos – Come cavalcare l’imprevedibilità dei mercati finanziari“, scritto da Nicola Antonucci ed edito da Hudsucker, disponibile nelle librerie e online direttamente sul sito dell’editore
Com’è possibile che monsieur Trichet avesse continuato ad alzare i tassi di sconto fino al 4,4%, spingendo così i tassi Libor (London Interbank Offered Rate) fino al 5,40% nel settembre del 2008, mentre l’economia europea rallentava già dall’inizio del 2007?
Com’è possibile che legioni di economisti, docenti universitari e giornalisti finanziari fossero tutti concordi nell’intravedere il rischio di una pericolosa inflazione, rischio che incoraggiava Trichet a spingere su i tassi, che a loro volta gonfiavano i tassi interbancari (Libor o Euribor) su cui si basavano le rate dei mutui di milioni di cittadini, nelle cui menti cresceva ulteriormente la paura inflazionistica che economisti, docenti e giornalisti registravano…?
Un bel circolo vizioso, vero?
A partire però dal 16 settembre 2008 – “The Day After” del fallimento Lehman Brothers – …oppps! l’inflazione non c’è più, e la paura della sua comparsa è clamorosamente svanita dagli incubi di Trichet, di economisti, di politici e di giornalisti competenti, con conseguente immediata caduta verticale dei tassi di sconto e dei tassi interbancari. Nessuno parlò più di inflazione, e qualcuno iniziò persino a credere al rischio opposto, paventato da pochissimi: il rischio di una deflazione.
What’s “deflazione”…? Sembrava un termine eradicato (come il vaiolo!).
La deflazione è un riequilibrio necessario e terapeutico quando la massa dei beni e dei servizi eccede la massa monetaria disponibile all’acquisto.
E’ inevitabile allora che il valore dei beni e servizi si riduca per armonizzarsi con il valore monetario disponibile per comprarli.
Ancora una volta ti pongo la domanda: “Ma… tutti folli, ingenui o cretini?” No di certo.
Erano soltanto (quasi) tutti vittime dell’unica causa di tutte le bolle passate e future: le balle!
Con “balle” intendo qualsiasi informazione capace di distorcere la nostra “Algebra di Valori”, ossia il nostro sistema incorporato di calcolo e valutazione di valori disomogenei. A scuola ci insegnano a non sommare le mele con le pere, non essendo addendi omogenei. Ma nella vita, e nella finanza soprattutto, noi utilizziamo sempre una algebra di numerosi valori molto disomogenei. Valori mai soltanto monetari, bensì anche d’orgoglio, di sfida, di tempo, di stress, di immagine, di sogni di gloria…
Esempi illustri di algebre distorte ci arrivano dall’opera lirica, dalla teoria dei giochi, dalla economia sperimentale e dalla… epidemiologia.
Cui Prodest?
Di chi, o di cosa, siamo in balìa…?
Applichiamo la domanda-filosofica per eccellenza: Cui Prodest?
A chi giovano le balle, di tutti i tempi e di tutti i paesi, soprattutto le balle grosse come quelle che hanno gonfiato la bolla immobiliare e finanziaria fino al terremoto del 2008, quali:
- la paura inflazionistica, nutrita dai continui rialzi dei tassi di sconto, e poi clamorosamente smentita nel giro pochi giorni, tanto da trasformarsi in paura deflattiva!
- gli elevati e rassicuranti rating (indici di valutazione dell’affidabilità delle obbligazioni) di banche, assicurazioni, multinazionali, anch’essi clamorosamente smentiti il 15 settembre 2009 (fallimento reale della banca d’affari Lehman Brothers e tecnico del colosso assicurativo AIG), tanto da far impazzire il mercato dei CDS, incapaci di valutare il reale rischio di insolvenza di tutte le altre obbligazioni emesse dalle Corporations mondiali!
Beh – giovano a chi crea e diffonde questi memi, altrimenti dovrei pensare che siano tutti fessi e autolesionisti, e l’unico furbo rimasto sia io – esempio pratico di “dimostrazione per assurdo”.
I memi vengono inoculati nel mio e nel tuo cervello dai mezzi di informazione di massa – i mass media. Chi è che li possiede e controlla per indirizzare determinati messaggi al “popolo bue”…? Chi ha interesse a utilizzare questi efficacissimi mezzi per inoculare specifici memi che ci riprogrammano, spingendoci a comportamenti (economici, finanziari, sociali, politici…) benefici e proficui… ma non per noi? Chi, in definitiva, toglie sistematicamente i risparmi a intere popolazioni-gregge per portarli nei propri forzieri?
“Göbbels !”, diranno gli appassionati lettori dei fumetti “Sturmtruppen” di Bonvi.
“SuperCiuk !”, diranno gli appassionati lettori dei fumetti “Alan Ford” di Magnus e Bunker.
SuperCiuk, in effetti, “ruba ai poveri per donare ai ricchi”…
“L’Anti-Robin Hood !” diranno gli appassionati lettori dei miei articoli, blog e video online.
Buona la terza!
In definitiva, “Cui Prodest?” una forte deflazione?. Gioverà, infatti, nell’attuale situazione di estrema complessità finanziaria, a chi avrà ingenti “liquidità liquidabili” per cogliere le opportunità che ogni Crisi e ogni Caos genera, soprattutto in contesti plausibilmente deflattivi.
Del resto, “nulla di nuovo sotto il sole”: il crollo dell’impero napoleonico (1815) determinò l’egemonia dei Rothschild & Co.; il crollo del 1929 determinò l’egemonia dei Rockefeller & Co.; è ormai tempo per una ristrutturazione dell’attuale egemonia economico-finanziaria mondiale a favore di nuovi egemoni…
L’importante è essere consapevoli di tutto ciò e comprendere chi sono Coloro per i quali vale la frase “Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole” e proprio a loro noi dovremo “dimadare” il saldo dei loro conti con una moderna e complessa Responsabilità Sociale.
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Nicola Antonucci
DALLE BALLE ALLE BOLLE: LA FINANZA SULL’ORLO DEL CAOS
Come cavalcare l’imprevedibilità dei mercati finanziari
Nicola Antonucci (Chicago, 1959) è uno dei più grandi esperti di complessità in Italia. I suoi metodi innovativi sono stati utilizzati per promuovere una più moderna e scientifica comprensione dei fenomeni finanziari, in relazione ad ambiti immobiliari, imprenditoriali e della formazione, presso importanti aziende private, istituzioni pubbliche e centri di formazione. Il suo libro “Dalle balle alle bolle” è già oggetto di culto.
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IL PARTITO INTERNETTIANO SCRIVE AL PROFESSORE MARIO MONTI.
21 novembre 2011
Egregio professore Mario Monti,
per la fiducia posta nel Suo rigore intellettuale eravamo certi che, prima di chiedere ulteriori sacrifici agli Italiani, avrebbe convocato in Parlamento il Presidente della Corte Dei Conti, affinché certificasse che la corruzione costituisce “la terza fonte di danno erariale, con un peso del 17 % a cui bisogna aggiungere i reati di peculato e le truffe a danno dello Stato” e che Lei avrebbe giurato solennemente agli Italiani di identificare i corrotti ed i corruttori, per porre fine alla incontrastata festa predatoria di danaro pubblico che dura da decenni e che nel 2011, soltanto in corruzione, costa agli Italiani circa 78 miliardi di € pari a 213 milioni di € al giorno.
Abbiamo disperatamente ed inutilmente cercato fra i provvedimenti urgenti un Suo atto politico che recepisse la direttiva europea contro la corruzione, direttiva temuta ed avversata come la peste dai nostri politici e già adottata dai paesi europei, e che Lei in Parlamento desse seguito alla lettura dell’ articolo contro il traffico d’ influenze illecite che punisce “chiunque, vantando credito presso un pubblico ufficiale, ovvero adducendo di doverne comprare il favore o soddisfare le richieste, fa concedere o promettere a sé o ad altri denaro o altra utilità quale prezzo per la propria mediazione o quale remunerazione per il pubblico ufficiale”. Tale articolo, se operante in Italia, allenterebbe la pressione delle Borse, poiché lascerebbe nelle casse del Tesoro mediamente 200 miliardi di € all’ anno utili per diminuire il debito pubblico.
Non solo non e’ stato invitato il Presidente della Corte Dei Conti, organo costituzionale che diligentemente informa gli Italiani sulla devastazione morale e finanziaria apportata dalla corruzione politica all’ Italia, ma, nei Suoi interventi, non abbiamo sentito né considerazioni né provvedimenti contro questo accertato e noto cancro erosivo che inevitabilmente conduce alla rovina il nostro Paese.
Ad esclusione di alcuni che denunciano i corrotti, nel Parlamento Lei si è rivolto al più ricco, ramificato ed incontrastato Comitato d’ affari della spesa pubblica, che invece di realizzare riforme ed opere per il bene comune per poi chiedere democraticamente i voti, da decenni corrompe, nega diritti per concederli come favore clientelare, si arricchisce praticando illecitamente intrusioni e mediazioni di ogni voce di spesa pubblica affidata dalle leggi della Repubblica a regolari prassi amministrative, come l’ indire correttamente aste per assegnare al migliore offerente forniture, servizi ed appalti per i lavori pubblici nell’ interesse della collettività.
Il Suo discorso è stato rivolto ai presenti prevalentemente corrotti e corruttori di tutti i tipi:
quelli a cui generosi appaltatori di opere pubbliche, a loro insaputa, hanno pagato l’ acquisto e la ristrutturazione di costosi appartamenti;
quelli che nei propri collegi “mazzettano” l’ assegnazione clientelare di ogni tipo di lavoro pubblico;
quelli che collocano in delicati luoghi istituzionali conoscenti o parenti o inventano, a spese dell’ erario, enti nuovi spesso inutili e dannosi per affidarli agli amici e agli amici degli amici che raccolgono voti;
quelli che hanno eletto il proprio commercialista a mediatore e si sono organizzati facendosi una Fondazione a vocazione “culturale”, in cui la Guardia di Finanza non può accedere;
quelli a cui la protezione civile assegna, in nome dell’ urgenza, la possibilita’ di concedere appalti a chiamata pagati in tempi reali ;
quelli che, avendo collaudato la facilità con cui impunemente ci si può arricchire, grazie alla disinformazione dei contribuenti, non disposti a dare neanche un minuto del loro impegno per il bene comune, si rifiutano di concepire e formulare piani di fattibilità, facendo così perdere miliardi di € assegnati dall’ Europa all’ Italia per realizzare opere utili che darebbero lavoro;
quelli che nel Sud si servono della miseria del Mezzogiorno e, in combutta con imprenditori amici, costruiscono stabilimenti che chiudono puntualmente dopo aver incassato le erogazioni a fondo perso;
quelli che, con criminale indifferenza, probabilmente per lucrare sugli interessi, non pagano in tempi utili le imprese che hanno dato servizi o forniture allo Stato, pur sapendo il dramma che causano a decine di imprenditori creditori portati al fallimento per mancanza di liquidità ;
quelli che, invece di elaborare costi standard sulle forniture sanitarie realizzando un considerevole risparmio per lo Stato, hanno fatto lievitare la spesa corrente del settore sanitario del 50% ;
quelli che ci offrono lo scenario di migliaia di opere pubbliche incompiute, costruite male e pericolose e che ci costano il triplo in confronto agli altri Paesi europei;
quelli che, per non colpire parassitismi e dannose rendite di posizione, preferiscono buttare sul lastrico migliaia di precari della scuola operando tagli lineari e non selettivi.
Egregio professore Mario Monti, il risanamento delle finanze è possibile solo e soltanto allontanando i corrotti dai luoghi istituzionali, poiché a nulla valgono le maggiori entrate se messe nelle mani dei famelici Comitati d’ affari della spesa pubblica, che spadroneggiano ed imperversano sino ad ostentare senza ritegno le proprie malversazioni.
Ricorreremo all’ Europa chiedendo di aggiungere ai 39 punti il quarantesimo, per imporre all’ Italia la ratifica della direttiva europea contro la corruzione, introducendo la punibilità sino a 6 anni del diffusissimo reato di traffico d’ influenza: e’ il solo modo possibile per liberare il nostro Paese dai mostruosi intrecci di relazioni illecite ad opera di bande di personaggi senza scrupoli, che ignorano il senso della Stato e si attivano solo per i propri interessi personali a scapito di quelli della Comunità.
Egregio professore Mario Monti, sono nei patrimoni dei corrotti le risorse che sta cercando, patrimoni dalla consistenza immensa che sarebbe ora di inseguire negli impensabili angoli del globo in cui sono nascosti, dove la Guardia di Finanza ha la capacità professionale di scovarli e le motivazioni costituzionali e morali per restituirli alla Comunità nazionale.
Distinti saluti
francesco miglino
segretario del partito internettiano
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