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Decalogo del Web 2.0

11 luglio 2010 | Di Diego Ciocia | Commenta

I blog, i forum, le chat, Wikipedia, Youtube, Facebook, Myspace, Twitter, Tripadvisor... Il Web 2.0 è l'insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono l'interazione tra sito e utente. Ma non è solo questo. Eccovi dieci punti su cui riflettere per capire cosa sia il Web 2.0.

La “versione beta” è un concetto caro agli sviluppatori di software (soprattutto open source) che rilasciano una versione di un determinato programma ancora non definitiva in modo tale da metterla al vaglio della comunità per l’eventuale presenza di bug o malfunzionamenti. E’ una fase di test a cui chiunque può partecipare, dare consigli o correggere errori.

In pieno spirito Web 2.0 tutti hanno la possibilità di dare il proprio contributo. L’acclamato futurologo Vito Di Bari ha proposto un Decalogo del Web 2.0 in versione beta.

Dieci punti su cui riflettere per capire il Web 2.0:

1

il web è una piattaforma, si passa dai software installati sul pc degli utenti ai servizi online, ormai tutto è online non più scorporato.

2

ll web è funzionalità, i siti web diventano fonti di contenuto e di servizi e non più centri di informazione statici.

3

Il web è semplice, sia intermini di accesso che di utilizzo, è user-friendly.

4

Il web è leggero “la leggerezza è connotata dalla condivisione di contenuti e servizi e abilitata dall’implementazione di elementi modulari intuitivi e di facile utilizzo”.

5

Il web è sociale, le persone fanno il web.

6

Il web è flusso, gli utenti divengono co-sviluppatori, così si cambia e migliora perpetuamente.

7

Il web è flessibile, il software si colloca a un livello superiore rispetto al singolo dispositivo (device) per far leva sul potere della long tail attraverso il customer self-service per raggiungere l’intero web.

8

Il web è mixabile, gli utenti stessi riescono ad ottenere applicazioni nuove dall’incrocio di applicazioni già esistenti, si creano i cosiddetti mashup.

9

Il web è partecipativo, gli utenti aggiungono valore all’applicazione mentre la usano (o la modificano).

10

Il web è nelle nostre mani, sono gli stessi utenti che categorizzano e organizzano i contenuti: il social tagging è un potere nelle mani degli utenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Diego Ciocia, segue progetti di Marketing e Comunicazione per aziende di rilevanza nazionale. Da sempre studioso di “web advertising”, i suoi interessi si rivolgono alle nuove forme di comunicazione pubblicitaria, dal viral al buzz marketing, fino alle innovative tecniche di Guerrilla Marketing, mantenendo una visione sempre attenta anche alla pubblicità e alle tecniche di marketing tradizionali.  E’ l’autore di Youtube Marketing e di “Wikinomia – Nuovi modelli per diventare co
mpetitivi nell’era 2.0”


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